Viteliú. Il Nome della Libertà

Viteliú. Il nome della libertà è il Romanzo Storico d’esordio di Nicola Mastronardi, scrittore e saggista di Agnone (IS), per metà molisano e per metà marsicano (la famiglia materna  è di Avezzano, sua nonna andava a scuola con Ignazio Silone), nelle librerie italiane da dicembre 2012.

“Viteliú” deriva dalla parola osca antica ed originaria del termine latino“Italia”. Si tratta, infatti, di un viaggio nel mondo nascosto dei popoli Italici: i Sanniti, i Marsi, i Peligni, i Piceni, i valorosi dodici popoli dell’Appennino centrale che si unirono per combattere contro l’indomita potenza romana. Edito da Itaca Edizioni, il Romanzo Storico, che si preannuncia prezioso, si compone di 480 pagine, che nascono da un’intensa documentazione dell’autore durata almeno sette anni. Tra le valli e i monti dell’Alto Molise, la Marsica, la Conca Peligna, le terre dei Piceni, dei Sanniti, dei Lucani, il lettore prova la sensazione di vivere un viaggio nella sua terra e nella sua storia, dal quale si rivela l’origine di una nazione, l’essenza dell’identità scomparsa nei secoli. Si svela la Prima Italia.

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Immagine della copertina di Viteliu_Il Nome della Libertà

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2 commenti su “Viteliú. Il Nome della Libertà

  1. Felice !!!! Capita mai di finire un libro e sentirsi in pace con se stessi ? Non riguarda soltanto il fatto di esser stati accompagnati in uno splendido percorso che il romanzo del Sig.Mastronardi offre,ma dalla consapevolezza che traspare e mai poi tanto velata (ci mancherebbe) per uno smisurato amore per la propria terra,per la propria storia,per il Molise ! Papio rappresenta quell’Italia vera, che non si arrende alle difficolta’ quotidiane e agli Handicap in cui questo paese spesso e’ incappato e ancora cade , ma che da tali difficolta’ ne prende forza ,desiderio ,obbligo di trasmettere emozioni e soprattutto valori alle generazioni successive .Il Luparo e’ l’emblema della forza e della saggezza di chi e’ fiero e non bigotto del proprio essere e Marzio , che come una Fenice rinasce dalle ceneri del suo sentirsi “estraneo” ad un mondo a lui totalmete sconosciuto diviene poi pagina dopo pagina persino condottiero della sua / nostra storia comprendendo finalmente il suo a lui inevitabilmente sconosciuto passato .Grazie Nicola di avermi dato un motivo in più per essere orgoglioso d’avere sangue Sannita !!!

  2. Pingback: Abruzzo Social Train: un viaggio per fotografare i “Paesaggi d’Abruzzo”

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